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Legislazione

 

Il tema della sicurezza stradale è un argomento che negli ultimi dieci anni ha catturato, nostro malgrado, l'attenzione, poiché i decessi e le lesioni causate dagli incidenti stradali hanno rappresentato un grave problema sia in termini di salute pubblica , sia in termini di costi sociali, a livello mondiale. Secondo, infatti, il rapporto del World Health Organization (WHO 2004), gli incidenti stradali risultano essere la prima causa di morte sotto i quarant'anni. Per tale ragione, la riduzione del numero delle vittime da incidenti stradali costituisce uno degli obiettivi principali da raggiungere da parte dei governi di tutto il mondo. In tal senso si è mossa l'Organizzazione Mondiale della Sanità che, per poter intervenire efficacemente in maniera preventiva, ha messo a punto un nuovo piano quinquennale presentato a Ginevra nel 2002, con lo scopo di sviluppare una più attenta capacità di osservazione degli incidenti stradali, introdurre un sistema di prevenzione e controllo degli incidenti stradali nel programma di salute pubblica in tutto il mondo e, infine, promuovere sistemi orientati alla prevenzione ed all'osservazione dell'impatto degli incidenti stradali sulla salute del cittadino.


Anche l'Unione Europea è intervenuta per contrastare il grave fenomeno della incidentalità stradale e nel 2001 ha presentato il c.d. "Libro bianco sulla politica europea dei trasporti", che propone una serie ambiziosa di programmi ed interventi che hanno l'obiettivo di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime da incidenti stradali. A livello europeo, il metodo concordato per migliorare la sicurezza stradale si basa sul principio della "responsabilità condivisa", che al di là di ogni retorica istituzionale, significa che ciascuno di noi può contribuire a rendere le strade che percorriamo più sicure. In questo senso l'Unione Europea ha inteso invitare tutti i membri della società, dalle piccole scuole di provincia alle associazioni culturali, dalle grandi multinazionali alle piccole realtà locali, dalle circoscrizioni comunali al governo centrale, ad apportare un contributo tangibile al miglioramento della sicurezza stradale. L'obiettivo fissato dall'Unione Europea, difficile da raggiungere, ma non impossibile, non esclude la possibilità di ulteriori interventi dell'Unione con misure aggiuntive, attraverso l'inserimento di modifiche all'interno della prossima revisione del Libro bianco dei trasporti.


Secondo l'ultimo rapporto presentato dall'ISTAT, relativo al fenomeno della incidentalità stradale in Italia nell'anno 2005, sono stati rilevati 225.078 incidenti stradali, che hanno determinato il decesso di 5.426 persone, mentre altre 313.727 hanno riportato lesioni permanenti di diversa gravità. Molto spesso la causa principale di tale devastante situazione è rappresentata dal disprezzo verso le norme e le più elementari regole del buon senso. Per questa ragione anche in Italia, soprattutto negli ultimi anni, si è cercato di contrastare tale fenomeno attraverso vari interventi normativi che hanno coinvolto differenti livelli istituzionali. In un primo momento vi è stata la realizzazione del Piano Sanitario Nazionale (PSN) del 1998/2000, che si è posto come obiettivo primario la riduzione del 20% della mortalità causata da incidenti stradali; successivamente è stato istituito il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS) del 2003/2005 che, recependo le indicazioni dell'Unione Europea, si è posto come obiettivo quello di ridurre entro il 2010, di almeno il 40% il numero dei morti da incidenti stradali. In tal senso, il legislatore è intervenuto varando una serie di disposizioni normative destinate ad incidere in modo forte e diretto sui comportamenti degli utenti della strada, al fine di invertire il pericoloso trend ascensionale degli incidenti sulle nostre strade. Uno dei più recenti interventi in materia, adottato dal nostro Governo con il D.L. 117/2007, convertito nella Legge 160/2007, ha inteso incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione, introducendo norme modificative al Codice della Strada (ex D. Lgs. 285/1992).


In particolare, c'è stato un inasprimento delle sanzioni sulle disposizioni relative alla guida senza patente; alle limitazioni alla guida; alla velocità dei veicoli; all'accensione del motore durante la sosta o la fermata del veicolo; all'uso dei dispositivi radiotrasmittenti durante la guida; alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l`effetto di stupefacenti. C'è stata, inoltre, l'introduzione di nuove norme con l'intento di promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente stradale in caso di guida in stato di ebbrezza, di creare una nuova cultura della sicurezza stradale mediante la destinazione delle maggiori entrate derivanti dall`incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie al finanziamento di corsi volti all`educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado ed, è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo contro l`incidentalità notturna.

Sulla base, dunque, della strategia fissata a livello comunitario e degli obiettivi recepiti nel Piano Sanitario Nazionale e nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, anche la Regione Puglia ha definito la propria attività istituzionale in materia di sicurezza stradale, prima, con la Legge n. 18/2002, redigendo il "Testo Unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale" (che al titolo III introduce strumenti programmatici finalizzati a rafforzare le misure in materia di sicurezza stradale) e, poi, nello specifico con la Legge Regionale n. 18 del 25.10.2004, che in coerenza con gli indirizzi del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, ha istituito con l'art. 6 della Legge, la Consulta regionale per la sicurezza stradale, quale organo tecnico-consultivo e strumento di confronto e di raccordo delle politiche in materia di sicurezza stradale, circolazione, educazione e formazione trasportistica fra la Regione Puglia e le istituzioni locali, le rappresentanze economiche e le associazioni civili e, il Centro Regionale di Monitoraggio e governo della Sicurezza Stradale, che è l'organo tecnico-amministrativo di raccordo tra tutte le strutture tecniche delle Amministrazioni pubbliche e di altri enti sia pubblici che privati (es.: comuni, province, associazioni, enti....) che si occupano, per varie ragioni, di sicurezza stradale e/o di temi inerenti tale argomento.

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