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Cosa fa

La missione istituzionale dell’Agenzia è stabilita con la legge regionale 18/2002. All’A.Re.M. sono demandate le funzioni di supporto alla Regione e, ove richiesto, agli Enti locali nelle seguenti materie:

  1. la gestione del processo di pianificazione degli investimenti e monitoraggio del sistema dei trasporti;
  2. la gestione del processo di pianificazione dei servizi per la mobilità e di progettazione e di programmazione dei servizi minimi aggiuntivi, integrati tra loro e con la mobilità privata;
  3. la gestione delle procedure concorsuali di affidamento dei servizi di competenza della Regione e, ove richiesto, degli Enti locali (funzione successivamente demandata all’Autorità regionale di regolamentazione, L.R. 24/2012, art. 21);
  4. la stipula di accordi di programma e redazione dei contratti di servizio;
  5. il controllo, vigilanza e monitoraggio dello svolgimento dei servizi e verifica del rispetto della parità e dell’uguaglianza di trattamento degli utenti (funzione successivamente demandata all’Autorità regionale di regolamentazione, L.R. 24/2012, art. 21);
  6. la gestione della politica tariffaria (funzione successivamente demandata all’Autorità regionale di regolamentazione, L.R. 24/2012, art. 21);
  7. l’ elaborazione del Piano regionale delle merci e della logistica;
  8. l’attuazione degli indirizzi del Piano regionale dei trasporti per il sostegno della razionalizzazione logistica;
  9. la definizione e attuazione di azioni di marketing territoriale per favorire l’installazione nella regione di piattaforme logistiche a valore aggiunto per la distribuzione nei Paesi del Mediterraneo e dell’Area Balcanica;
  10. la promozione in Italia e all’estero delle risorse di imprenditorialità, tecnologiche e infrastrutture regionali al servizio della logistica.
  11. la promozione e gestione di progetti innovativi che richiedono una forte concertazione di soggetti pubblici e privati
  12. la gestione di una banca dati del sistema della mobilità, del sistema della qualità dei servizi e del sistema di informazione alla clientela.

Successivamente con la L.R. n. 10/2009, all’art.23, sono stati demandati all’ A.Re.M. anche i compiti del Centro regionale di Monitoraggio e governo della sicurezza stradale (CReMSS) come di seguito elencati:

  1. avviare una strategia multisettoriale che conduca all’integrazione e al coordinamento tra i diversi livelli di governo e gestione amministrativa dei problemi connessi alla sicurezza stradale;
  2. proporre alla Consulta di cui al comma 1 e alla Regione le strategie di contrasto dei fattori di rischio ritenute prioritarie, con indicazione di tempi e costi richiesti;
  3. proporre alla Regione programmi operativi per l’assistenza ed il rafforzamento delle strutture preposte alla raccolta dei dati sull’incidentalità stradale, anche attraverso azioni di coordinamento che migliorino la completezza dei dati, nonché la tempestività di trasmissione verso i centri di raccolta;
  4. migliorare le conoscenze sullo stato dell’incidentalità;
  5. proporre alla Regione interventi mirati all’eliminazione degli elementi di rischio delle infrastrutture stradali;
  6. predisporre un programma operativo per la raccolta e l’elaborazione dei dati mediante appropriati sistemi informatizzati ;
  7. relazionare periodicamente alla Regione e alla consulta regionale sull’attività svolta;
  8. curare la pubblicazione e la diffusione dei dati monitorati;
  9. altri compiti eventualmente demandati dalla Giunta Regionale in materia di sicurezza stradale.

Con la L.R. n. 24/2012, all’art.21, è stata prevista l’attribuzione all’Autorità regionale di regolamentazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (istituita con la medesima legge) delle funzioni di regolamentazione e controllo già attribuite all’A.Re.M. dalla L.R. 18/2002 ed in particolare quelle di cui all’art 25 comma 5 lettera a), punti 3, 5 e 6:

  1. la gestione delle procedure concorsuali di affidamento dei servizi di competenza della Regione e, ove richiesto, degli Enti Locali;
  2. il controllo, vigilanza ed monitoraggio dello svolgimento dei servizi e verifica del rispetto della parità e dell’uguaglianza di trattamento degli utenti;
  3. la gestione della politica tariffaria;

La recente legge regionale 1/2013 "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica", all’art. 3, comma 4, stabilisce che l’Ufficio Reti della mobilità sostenibile con la collaborazione dell’Agenzia:

  1. cura l’elaborazione, l’implementazione del Documento regionale di indirizzi per la mobilità ciclistica e ne segue l’attuazione con una continua azione di monitoraggio e supporto dei diversi soggetti pubblici e privati coinvolti;
  2. cura la formazione e l’aggiornamento della sezione del Sistema Informativo Territoriale (SIT) dedicato alla rete ciclabile regionale, in collaborazione con gli Uffici Provinciali interessati dalla pianificazione della Mobilità Ciclistica, classificando le ciclovie per tipologia e qualità in conformità al successivo art.7. Il SIT è, nelle sue indicazioni principali, reso accessibile a mezzo internet;
  3. progetta e vigila sulla manutenzione di opere e segnaletica della rete d’iniziativa regionale d’intesa con le strutture regionali direttamente interessate;
  4. cura i rapporti con Enti e Società per l’implementazione dell’uso della bicicletta e dell’intermodalità (bici+treno/bus/nave/aereo) promuovendo eventuali accordi;
  5. propone alle competenti strutture regionali l’erogazione di eventuali incentivi economici alla mobilità ciclistica sia per la realizzazione di infrastrutture ciclabili sia per l’attivazione di azioni finalizzate all’incremento dell’uso della bicicletta;
  6. promuove l’uso della bicicletta presso i cittadini e favorisce lo sviluppo di servizi alla ciclabilità;
  7. progetta interventi per l’educazione e la formazione sulla mobilità ciclistica ed azioni di sensibilizzazione per la diffusione dell’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani;
  8. promuove l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto efficiente, pulito e scuro, attraverso la costruzione di una rete interistituzionale, con i diversi attori interessati nel settore della formazione, educazione e comunicazione;
  9. cura la diffusione dei dati sulla mobilità ciclistica - elaborati dall’Osservatorio regionale della mobilità e dal Centro regionale di monitoraggio della sicurezza stradale - al fine di permettere a Comuni e Province di attuare politiche e di progettare interventi coerenti con le analisi quantitative e qualitative realizzate;
  10. cura la partecipazione della Regione Puglia a programmi e progetti europei per lo sviluppo della la mobilità ciclistica.

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La strada non è una giungla

 

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